10 anni di opzioni: le cose che avrei voluto sapere prima di iniziare
Sì, si può battere il mercato con le opzioni, ma a un prezzo. Tre errori su put di protezione, LEAPS e vendita di premi, e cosa fare oggi in modo diverso.
PS: sì, si può battere il mercato, ma a un prezzo.
Qualche giorno fa ho visto un video in merito agli effetti positivi della beneficenza, una sorta di karma che fa tornare indietro ciò che si dona. Ho deciso quindi di condividere con la community il mio percorso con le opzioni, una sorta di acceleratore temporale per un giovane investitore/trader che si sta avvicinando a questo mondo, nella speranza di fargli risparmiare tempo e probabilmente anche qualche soldo. Questo è quello che dono, fatene ciò che ritenete opportuno.
L'avvicinamento a questo bellissimo strumento finanziario è arrivato quasi per necessità qualche lustro fa. Avendo avuto la fortuna di raggiungere i primi 100k a circa 29 anni, mi si pose il problema/opportunità di investire quei soldi. Le cripto stavano iniziando a far diventare ricco qualche personaggio strano e, complice l'esuberanza, decisi anch'io che era il momento di iniziare a investire. Feci una partenza al contrario: prima cripto, poi azionario, obbligazionario, derivati ed infine le opzioni. Il percorso per fortuna vide le cripto sfilare velocemente dalla mia attenzione (fortuna o sfortuna non lo sapremo mai) per arrivare, nel giro di un annetto scarso, a focalizzarmi completamente sulle opzioni. Le opzioni possono sembrare complicate, ma parliamoci chiaro: chiunque abbia fatto un esame tipo Analisi 1 alla triennale può capire i concetti che le dominano mentre beve il cappuccino in piedi al bancone del bar.
Tuttavia, se oggi mi dessero 100k e mi dicessero di costruire un portafoglio con le opzioni, farei alcune cose in modo completamente diverso rispetto a quando ho iniziato. E no, non perché adesso sappia prevedere il mercato o abbia delle doti di “analisi tecnica” eccellenti. Quello, purtroppo, non ho ancora imparato a farlo, e le analisi con le trend line le lascio fare a Tory Trade e agli altri streamer su TikTok.
Analisi 1 l'ho passata, poi sono passati tanti altri esami e ho fatto del risk management la mia professione: gestisco progetti dove un errore di valutazione su una variabile si misura in decine di milioni. Con questa esperienza a tracolla, ci sono tre errori/opportunità che considero particolarmente importanti.
1. Usare le opzioni per proteggersi ha un costo
Se vuoi la Ferrari e la vuoi sempre splendente, devi essere disposto a spendere, e tanto, al punto che potrebbe passarti la voglia di usarla.
All'inizio il ragionamento mi sembrava impeccabile: ho un portafoglio esposto al mercato, calcolo il beta rispetto all'S&P e compro put su SPY per coprire l'esposizione equivalente.
Mercato in discesa? Le put compensano le perdite. Mercato in salita? Guadagno sul portafoglio. Sulla carta, tutto perfetto.
Il dettaglio che avevo sottovalutato era, come anticipato, il costo dell'assicurazione.
Una put su SPY lontana circa il 5% dal prezzo di mercato, con scadenza 30-40 giorni, costa mediamente tra lo 0,4% e lo 0,6% del valore del sottostante che stai assicurando. Ai prezzi odierni di SPY, ad esempio, se volessi assicurare 77k USD con una put lontana il 5% dal prezzo di mercato mi costerebbe 396 dollari, ovvero poco più dello 0,5%.
Sono 500 $ al mese in media. Se ne apri una al mese continuamente per un anno, fanno 6.000 dollari. E quei 6.000 $ non sono una perdita teorica: sono premi che hai effettivamente pagato.
Se il mercato sale, il portafoglio guadagna, ma una buona parte del rendimento se ne va in protezione. Se il mercato scende lentamente, le put possono anche scadere senza produrre abbastanza valore da compensare il costo. Se aspetti che il mercato inizi a crollare per comprare le put, invece di farlo in modo periodico, trovi la volatilità già aumentata e la protezione più cara, oltre ad aver già incassato una parte di perdita sul portafoglio.
È una di quelle cose che capisci davvero soltanto quando inizi a guardare il rendimento del portafoglio al netto di tutto quello che hai speso per proteggerlo.
Cosa faccio oggi: oggi preferisco ragionare su una copertura parziale e su condizioni prestabilite per attivarla, invece di pagare continuamente per proteggere ogni dollaro. La VWMA a 100 giorni è il trigger: se il prezzo chiude sotto, compro una quantità di put tale da coprire il 30% del portafoglio. Mediamente il trigger è scattato poco meno di 2 volte l'anno negli ultimi anni e il costo medio annuo è di circa lo 0,5-1%. Se è un falso segnale, tengo comunque la put aperta, perché se è falso lo scopri solo qualche candela dopo e il costo del premio è ampiamente sostenibile per giustificare la strategia.
2. Le LEAPS: il modo più elegante per usare leva senza dire ai tuoi amici che sei a 50X
È come fare i tuffi dalla scogliera e scoprire solo quando arrivi giù che l'acqua non è profonda come credevi.
Questo errore è particolarmente subdolo perché, all'inizio, può sembrare una grande intuizione.
SPY quota 770 $. Compro una call deep ITM con strike 700 dollari e scadenza oltre l'anno.
Il prezzo si aggira intorno ai 100 dollari per azione, cioè 10k dollari per contratto. Se il prezzo si muove a favore il delta aumenta, amplificando i guadagni; se si muove contro, il delta si riduce progressivamente, mitigando le perdite. Il top.
Le premesse ci sono tutte: con un contratto controlli 70k $ di sottostante, pagando soltanto 10k. A questo punto il cervello fa il resto: se un contratto è interessante, perché non comprarne dieci?
E se il mercato sale del 10%? Il risultato può essere molto interessante. La posizione beneficia del rialzo di SPY e del delta amplificato, e la variazione percentuale del premio è di molto superiore rispetto a quella che si sarebbe avuta detenendo l'ETF. Molto, molto superiore.
È qui che bisogna stare attenti: quando vedi un guadagno importante rispetto al capitale investito, è facile confondere una struttura efficiente con una posizione semplicemente troppo grande.
Facciamo anche il conto opposto. Se SPY scende da 770 a 700 $, la call perde tutto il suo valore intrinseco. Il valore residuo dipenderà dal tempo alla scadenza e dalla volatilità, ma il suo prezzo può scendere molto e, come sanno gli addetti ai lavori, il theta è massimo proprio quando l'opzione arriva ATM.
E con dieci contratti non hai dieci volte la tranquillità: hai dieci volte l'esposizione, e dieci volte il decadimento temporale.
Il problema non è necessariamente comprare LEAPS. È costruire un portafoglio in cui quasi tutto il capitale dipende dal comportamento di un'opzione.
Cosa faccio oggi: continuo a utilizzare le LEAPS come parte core del portafoglio, ma senza leva, o meglio: sfrutto la leva per liberare capitale e investirlo in altro, non per comprare altre LEAPS.
Baso il numero di contratti che compro sul nozionale che controllano e non supero mai il 40% in più del valore totale del portafoglio. Su 100k $, ad esempio, ai prezzi attuali comprerei due contratti per un controvalore nozionale complessivo pari a 144k $ (quindi circa il 40% in più del valore complessivo del portafoglio). Questa struttura è molto diversa da dieci contratti con nozionale di 700k $, lo capirebbe anche il barista che sta servendo il cappuccino allo studente di prima. Il 40% è scelto perché le LEAPS hanno delta alto ma non unitario, e tendenzialmente le scelgo con delta 0,8: per ogni dollaro che controllo ne sconto il 20%.
La liquidità rimanente può restare in strumenti monetari, BTP, nelle tue azioni preferite oppure essere spesa per una vacanza in Sardegna, perché sì: i soldi, ok, più ce ne sono e meglio è, ma la vita va vissuta, e bene. Quindi vita frugale anche no. Se si lavora sodo, ci si diverte sodo. E lavorare con le opzioni richiede degli extra-sforzi.
In sostanza, usare le LEAPS “senza leva” non è una strategia priva di rischi, perché possono comunque perdere gran parte del premio. Ma la liquidità che abbiamo a disposizione non trasforma tutto il conto in una scommessa sulla direzione del mercato e può essere utilizzata anche in strumenti a correlazione inversa. A voi la scelta.
3. La rendita passiva: vendere opzioni e capire troppo tardi perché il mercato non usa Black & Scholes
Passare col rosso ti fa arrivare a destinazione prima degli altri, fin quando non ti accorgi di cosa significa. Il mercato non usa Black & Scholes per definire i prezzi delle opzioni OTM, e vendere opzioni senza capirlo è l'errore più facile da fare.
Questo è probabilmente l'errore più facile da capire e il più difficile da rispettare quando vedevo il conto crescere: mediamente ci si aggirava intorno al 15%-20% annuo.
Vendendo uno strangle/straddle, incassi il premio, il mercato rimane nel range e il tempo lavora a tuo favore. Ripeti. Un mese guadagni 1.000 $. Il successivo ne guadagni 800. Poi altri 1.200 $.
Inizi a pensare che il mercato ti stia pagando regolarmente per fare qualcosa di relativamente semplice. Tutto apparentemente facile, al punto da poterci costruire un hedge fund, e l'hanno fatto: si chiamava OptionSellers, di James Cordier. Come è andata a finire lo potete trovare su YouTube, con un messaggio lasciato dal gestore stesso. Vi riporto solo una citazione: “we faced a catastrophic loss event”.
Quando vendi opzioni con perdite potenzialmente molto grandi, una percentuale elevata di operazioni vincenti non basta a dimostrare che la strategia sia redditizia.
E c'è un altro problema, più di tipo psicologico: dopo mesi e mesi positivi, tendiamo ad aumentare la dimensione delle posizioni proprio quando ci sentiamo più sicuri. È così che una strategia che sembrava produrre un reddito regolare può diventare una fonte di perdite difficili da recuperare, in capitale ed energia mentale.
Cosa faccio oggi: oggi preferisco strutture nelle quali la perdita massima è definita in partenza e non necessariamente in dollari, ma anche la perdita di un'opportunità è comunque una perdita. Una covered call, ad esempio, la uso volentieri se il mercato fa uno strappo verso l'alto, ma non scendo mai sotto un delta netto di 0,4. Credit spread e qualche cash secured put solo se la volatilità lo giustifica, quindi sempre un occhio agli skew di volatilità e al rapporto tra volatilità implicita e storica. Mai naked put. Dimensionando le posizioni in questo modo, anche una serie di operazioni negative risulta sostenibile e lasciamo sempre un'esposizione rialzista verso il mercato, che come la statistica ci insegna ha un forte bias rialzista.
Non significa non perdere mai. Significa che so quale rischio sto assumendo prima di entrare e valuto a priori se è pagato a sufficienza. Se vuoi sapere come non approcciare meccanicamente le opzioni per generare una rendita, guarda le performance degli ETF basati su covered call (tipo SPYI): stessa strategia in tutti gli scenari, sottoperforma il mercato, sempre. Per capire come inserire una covered call in un flusso di cassa, leggi Cash flow da portafoglio: quanto rende davvero ogni fonte.
Ma si può battere il mercato in modo sostenibile con le opzioni?
Le opzioni nel mio immaginario sono come una Formula 1. Se ti metti alla guida e non sai cosa stai facendo, ti sfracelli. Ma anche se sai guidare e vuoi arrivare primo a tutti i costi, corri lo stesso rischio.
Quello che voglio dire è che battere il mercato è possibile, ma richiede una strategia attiva (la rendita passiva, mi dispiace, ma di passivo non ha niente), una forza di volontà di ferro nel credere ai numeri e non alle emozioni e, soprattutto, tanta preparazione. Battere il mercato non vuol dire che se l'S&P fa il 10% allora noi dobbiamo fare 11%+: può anche voler dire ottenere lo stesso rendimento, o anche meno, ma a un rischio inferiore. Per chi ha voglia di studiare, Sortino e Sharpe Ratio sono le basi.
Un quesito per concludere: soldi gratis?
Per concludere vi voglio lasciare un quesito. La risposta a questa domanda è una buona base per capire se siete sulla strada giusta.
Un'azione di NVDA sta a 218 dollari, ne compro 100 al costo di 21.800 dollari. Compro anche una put a strike 215 dollari e scadenza 1 mese, al costo di 885 dollari, per proteggermi dal ribasso. Per finanziarla vendo una call strike 215, stessa scadenza, per 1.250 dollari. Qualsiasi sia l'andamento di NVDA in questo mese, guadagno circa 85 dollari. Soldi gratis?
No. I conti: incassi un credito netto di 365 $ (1.250 meno 885). A scadenza, se NVDA è sopra 215 ti assegnano la call e vendi a 215; se è sotto, esegui la put e vendi a 215. In entrambi i casi cedi le azioni a 215 invece di 218, quindi perdi 300 $. Il risultato bloccato è di circa 65 $ lordi. Su 21.800 $ immobilizzati fa lo 0,3% in un mese, circa il 3,6% annuo: nell'ordine di quello che rende il denaro a breve termine, senza bisogno di alcuna opzione. Il mercato ha prezzato la struttura esattamente come il tasso privo di rischio, e il rendimento si assottiglia ancora con commissioni, dividendi e il rischio di esercizio anticipato. Se qualcosa sembra gratis nel mercato delle opzioni, di solito è perché stai guardando solo metà del contratto.
Domande frequenti
Quanto costa proteggere un portafoglio con le put?
Una put su SPY a circa il 5% dal prezzo e scadenza a 30-40 giorni costa in media lo 0,4-0,6% del valore protetto. Rinnovata ogni mese, vale più del 6% annuo. Per questo conviene una copertura parziale con un trigger definito.
Le LEAPS sono rischiose?
Possono perdere gran parte del premio pagato. Il rischio dipende dal dimensionamento: una LEAPS è una buona base se calcoli i contratti sul nozionale controllato, e un disastro se compri tanti contratti perché “costano poco”.
Si può vivere di rendita vendendo opzioni?
È un'attività da gestire, non una rendita passiva. Funziona meglio con perdita massima definita, posizioni dimensionate con prudenza e nessuna put scoperta. Una serie di mesi positivi non dimostra che la strategia sia sicura.
Le opzioni sono adatte a un investitore alle prime armi?
I concetti sono accessibili, ma gli errori costano. Parti da posizioni piccole, con rischio massimo noto, e verifica sempre il risultato al netto di premi e commissioni.
Contenuto a scopo educativo, non consulenza finanziaria. Le opzioni comportano rischi elevati e i numeri sono esempi, al lordo di imposte e costi.